OUTPLACEMENT : i perchè sì e i perchè no.
Riflessioni sull'incontro del 9 maggio 2012 Gruppo di Produttività al Centro Lavoro Torino www.comune.torino.it/centrolavorotorino, e in particolar modo sull’intervento di A., il quale ha stillato il seguente dubbio?
PAGARE PER “FARSI
TROVARE UN LAVORO” è COSA BUONA E GIUSTA?
Di impeto la risposta da noi eticamente generata e maturata
in anni di storia di lotte sindacali, roba da pterodactylus ormai, e di fedeltà
e conoscenza della Costituzione, chi si ricorda più che cosa sia? Sarebbe un
no, più o meno incisivo e sdegnoso, a seconda di chi si rammenti o meno
dell’ormai obsoleto art. 1 della nostra Costituzione L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro?
I tempi cambiano.
Esistono oggi società di Outplacement che, detto alla spicciola, sono società che come sarti zelanti tagliano, cuciono e ricuciono, creano e
ricreano il tuo, e unicamente tuo, abito professionale. L’idea è quella di
creare un prodotto, perché in questo contesto ciò siamo, più competitivo,
appetibile e attraente da immettere sul mercato del lavoro.

Supponiamo il caso di un cinquantenne, anche no, con alto
profilo professionale, anche no, che si trovi nella condizione, imposta, di
trovare un nuovo lavoro. Mettiamo che le abbia tentate tutte, ma non c’è l’abbia
fatta. A questo punto è doveroso correggere il tiro, reinventarsi. Il vecchio,
non in senso anagrafico, buon cinquantenne ha bisogno di un super partes altamente qualificato, che
gli rifaccia oltre all’abito, scusate l’ardire, anche la carrozzeria, “Per tutta la tua vita sei stato una
Lamborghini ad alto consumo, bella, bellissima, ma adesso sei da museo! Devi diventare
a new performance, optional all inclusive, scattante efficiente
ed ecosostenibile”
Alcune volte è necessario affidarsi ad un professionista che
avverta e trovi nel pozzo infinito delle nostre risorse, quel quid che in questo momento storico possa
essere spendibile, e non parlo del costo zero.
Unico neo non indifferente è che tutto questo bendiddio esige
non un obolo, ma qualcosa in più, ovvio! Domanda: se hai un po’ di soldini
perché non investirli su te stesso?
Un dì chi offriva lavoro, era considerato come forza
lavoro, oggi dobbiamo tutti considerarci dei PRODOTTI. Unica accortezza, non diventare sottoprodotti.
Mary
