venerdì 3 agosto 2012




 Mamma, ho perso il cervello!
Cervelli sull’orlo di una crisi di nervi.

Se i migliori cervelli andranno via per sempre di noi cosa resterà?

E’ storia trita e ritrita ormai, ma pare che non ci sia soluzione immediata. I nostri migliori talenti, quelli che si laureano a dieci anni con lode e onori, pubblicazioni e relativo bacio accademico, e non c’è da scherzare visto la terza giovinezza del corpo docenti, ci abbandonano. Abbandonano i fratelli d’Italia per approdare nell’isola che qui proprio non c’è. Benedetti figlioli, abbandonate la nave ora che affonda? Ma va là! Cerco di sdrammatizzare, anche se c’è ben poco da ridere, sentendo le testimonianze dirette di chi è andato e poi è ritornato. Ste, dottorato in statistica,  frequentatrice del Centro Lavoro del Comune di Torino,  testimonia così la propria esperienza di “cervello in fuga”:

Io sono disponibile ad essere flessibile e ad adeguarmi per fare ciò in cui credo ... non credo sia giusto che la ricerca debba fermarsi a causa dei vari tagli. Ed io piuttosto lavorerei anche a titolo gratuito.

Altra testimonianza tratta da una serie di racconti curati da Max Giannantoni e presentati da SkyTG  http://tg24.sky.it . Enrico Guarnera,  ricercatore di matematica a New York, dice:

"Paradossalmente sarebbe più facile diventare full professor qui che insegnante in Italia".


Alcuni partono per sempre, altri per ritornare un giorno. Ma al momento è prematuro capire realmente quali conseguenze avrà sul Belpaese il fenomeno dei cervelli in fuga, brain drain il nome scientifico. Con l'obiettivo di comprenderne la portata,  alcuni docenti dell'Università di Catania hanno dato il via ad un censimento sulla fuga dei cervelli. http://ctzen.it

Si calcola che annualmente i giovani talenti che emigrano in altri paesi, ben disposti e pronti a srotolare il tappeto rosso, siano circa tremila. Quanto costa in termini di capitale sociale questa dipartita? Il costo è inestimabile. E in termini economici? Alcuni dati ci vengono marginalmente in aiuto. Infatti si stima che il totale dei brevetti realizzati all'estero, dai nostri desaparecidos italiani negli ultimi vent’anni, ammonti a  4 miliardi di euro. Niente male per iniziare!

 Per le persone come Ste che credono in ciò per cui hanno studiato e che vedono nella ricerca  un impegno etico-morale, le cose si mettono davvero male. Il desiderio di dare il proprio contributo per il progresso umano, al paese che ha permesso loro di studiare e accrescere i propri talenti e saperi è castrato. Ecco cosa dice:

"Sono tornata in Italia consapevole di non poter pretendere di fare carriera come ricercatrice, ma disposta ad adeguarmi ...  Mi son sentita dire che ho un curriculum particolare, un profilo troppo elevato."

Un profilo troppo elevato vuole dire più costi che non si sa se saranno ammortizzati in termini di profitti. La Ricerca costa, gli strumenti per fare ricerca costano, le strutture costano e il personale altamente specializzato costa, per non parlare di quelle ricerche che necessitano praticamente un impegno economico vitalizio. E per un paese sull’orlo del baratro la Ricerca diventa un vero e proprio lusso. Ma parliamo chiaramente, anche nelle situazioni economiche più favorevoli, l’Italia ha avuto sempre le braccine corte sulla questione “Facciamo Ricerca”, gli italiani invece molto meno. Si ritrovano infatti, almeno due volta all’anno a elargire piccoli e grandi oboli al Theleton di turno, e in sede destinazione del Cinque per mille, mi riferisco ovviamente a chi lo fa perché ci crede e non per secondi risvolti fiscali più o meno chiari e noti.

Per quello che mi riguarda la Ricerca è sempre Bene, ed è sempre Bene farla. Purtroppo è considerata da molti un vuoto a perdere.
Ricerca pubblica, priva, ibrida, purchè se ne faccia. Farla è sempre Bene, anche se l'eticità del suo utilizzo è cosa seria, magari il problema potrebbe essere affrontato in relazione a quante probabilità possa avere una scoperta scientifica di incappare nelle mani di un Homo ebetes, nelle quali anche la pietra filosofale si trasformerebbe in pietra pomice, piuttosto che in quelle di un Homo sapiens sapiens? L’altro aspetto riguarda il modo in cui il "fare ricerca" si sia trasformato "nel modo in cui impiegare le nuove leve neolaureate". Sento già le voci spiritelle levarsi in coro.

 Ma  tanto, soldi non ce ne sono, quindi ciccia! Viva la trippa e abbasso la Ricerca.

Un'altra domanda che possiamo porci, così tanto per fare chiacchere, è la seguente: ma oltre a fuggire, ci sarà qualche cervello, di quelli con pedigree, che viene qui da noi non come turista, ma come studioso per apportare sofia e sapienza? La risposta ecco che viene da Stefano Marmi, professore di sistemi dinamici presso la Scuola Normale Superiore di Pisa che dice:

"Il vero punto è l'ecologia dei cervelli, cioè il bilancio tra entrate e uscite nel sistema: e questo è negativo non tanto per quelli che se ne vanno, ma perché non arrivano ricercatori dall'estero" http://www3.lastampa.it

Oddio, siamo nella pupù! Trogloditi delle caverne!

Infedele che non sono altro! Leggi qua, naviga là e che ti combina quest’Italia? Incentivi fiscali per il ritorno dei cervelli fuggiti. Il torna a casa Lessie dei cervelli! Paese che vai cervelli che trovi! http://www.repubblica.it 


S.o.s. a tutti i cervelli fuggitivi, che hanno abbandonato i fratecervellini nostrani meno illuminati:
Aspettateci! V-e-n-i-a-m-o a-n-c-h-e n-o-i!


Di seguito alcuni link di molto interessanti:

  •   Nel mese di maggio a Los Angeles un evento ha ulteriormente ribadito quanto gli italiani siano a pieno titolo inseriti nella realtà della ricerca scientifica mondiale.http://www.ilsole24ore.com

lunedì 16 luglio 2012


PARTE SECONDA

IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI? IO AUTORIZZO, E POI?


L'esperienza accennata nel post precedente è stata risolutiva per pormi alcune domande sulla fatidica frase apposta nella parte conclusiva del nostro curriculum vitae:
"Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in conformità al D.lgs 196/2003".

Orbene le domande che mi scuotono spririto e corpo sono le seguenti:  
  1. Chi è colui, il quale autorizzo al trattamento dei miei Dati Presonali, e quali diritti e doveri ha nei confronti dei beneamati dati?
  2. Cosa si intende per Dati Personali?
 Alla prima domanda potrei rispondere che, autorizzati al trattamento dei dati personali sono tutti coloro ai quali possiamo apparire simpatici,  intelligenti, belli, alti, magri, professionalmente incomparabili, e con una notevole propensione ad accettare proposte di lavoro creative, stimolanti, rinfrescanti, appaganti e paganti, molto molto paganti. Ma siccome è doveroso essere seri quando si parla di legge, quella con la L  maiuscola, quella che costa tempo, sudore intellettuale e notti insonne da parte del legislatore e suoi derivati, nonchè soldi da parte dei contribuenti e suoi derivati, ecco che rispondo: noi, nella fattispecie tittolari del curriculum vitae, autorizziamo il trattamento dei nostri dati personali unicamente all'ipotetica azienda prescelta, la quale non potrà portarli a zonzo presso terzi, se non per il fine ultimo e nobile per il quale un curriculum vitae è presentato: fare la fila in panetteria, anche nel senso estensivo del termine! 
Inoltre, la nostra azienda, scelta e pescata nella rosa infinita delle miriadi di opportunità, ha il dovere di trattare e conservare con la massima diligenza e serietà i nostri strabilianti dati personali, diversamente incapperà in atroci sanzioni penali!

Alla seconda domanda, cosa si intende per Dati Personali il legislatore, salvatore della privacy, fa un distinguo tra dati comuni personali e dati sensibili.

Dato personale è qualsiasi informazione riferita  ad una persona, e non pensiate che ci si riferisca unicamente al nostro bel nome con annesso cognome, data di nascita, quisquillie e  pinzellacchere,  troppo ovvio, anche il numero di targa di una vettura riferita al suo proprietario o il numero di una polizza riferita all'assicurato, rientrano nella fattispecie Dati Comuni Personali. Per questo tipo di dati le società non sono obbligate a chiedere espressamente l'autorizzazione per il loro utilizzo, che deve essere comunque inerente ad un'attività pre-contrattuale, anche nel caso in cui venissero messi a disposizione di terzi.


Dati personali sensibili che consistono in “dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”.
Mi chiedo, ma chi caspita va ad inserire nel cv il trafiletto che segue: professo la filosofia del libero amore, sono sorella della luna, fratello del sole, prego costantemente e contemporaneamente Confucio, Buddha, il Grande Spirito, Gesù, Paperino, Minni e Pluto. Mi massaggio i sette chakra canonici, consulto on line i Tarocchi di Osho, e leggo l'oroscopo. Bevo e non bevo, fumo e non fumo. Sono allergica a RealTime e tutte le sue varianti, al Grande Fratello e tutte le sue varianti, "1984" di G.Orwell  variante esclusa, alla liposuzione e a tutte le sue varianti ". Insomma scherzi a parte, è possibile che alcuni dati sensibili sfuggano al nostro controllo? La risposta è sì. C'è infatti, la reale possibilità che un candidato inserisca un dato sensibile non essendone consapevole, oppure non potendone fare assolutamente a meno. Esempio: nome, Mustafa Aït Hammou, oppure Libero Levi. Detto fatto! So presumibilmente origine razziale, etnica, orientamento politico e religioso!  Addio controllo! Il consenso al trattamento dei propri dati sensibili dovrebbe essere rilasciato in modo consapevole ed informato, ma quali mezzi ha in questo caso il candidato per capire quale sarà il destino dei propri dati? Risposta: nessun mezzo. 
Ne consegue dunque che, la fatidica formula autorizzatoria inserita perfettamente nei nostri cv "autorizzo il trattamento dei miei bla bla bla" è una bufala necessaria, a cui, ahimè, non possiamo sottrarci.
Forse sarebbe più giusto che, ogni qualvolta un Pincopallo prende in mano i nostri dati per farne non si sa bene cosa, ci faccia una telefonata: "Scusi, volevo comunicarle che stiamo per usare i suoi dati personali comuni e sensibili. Siamo in procinto di spedirli sulla Luna. Avrebbe qualcosa in contrario?" Macchè! Mandassero anche me sulla Luna! 

 L'indirizzo di chi ci può tutelare: IL GARANTE DELLA PRIVACY:




 Per i san tommaso di turno: "Codice in materia di protezione dei dati personali. Decreto Legislativo 196/2003"

http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03196dl.htm


Un grazie a Laura per la collaborazione




mercoledì 11 luglio 2012


PARTE PRIMA: il trattamento dei dati personali

 ACQUA E SALE ... MI FAI BERE



Siamo a giugno, il 28. Un sedicente ingegnere Scaglia si presenta al telefono. Dice che mi ha contattata per il mio curriculum vitae. Scaglia, come nome non mi dice assulutamente nulla. Poi specifica che lavora per la Save & Safe srl. Ricordo, una tra le miriadi di società contattate per le mie disperse autocandidature. Mi fa una serie di domande e mi fissa un appuntamento di colloquio per l'ultimo del mese. Va bene, ci sto! Attenti bene, l' incontro non possiamo fissarlo in ufficio, dice, perchè i temporali degli ultimi giorni l'hanno reso inagibile! Sarà! Anche se proprio non mi sembra che fosse passato uno tsunami, ma magari mi sbaglio. Comunque, se è vero il detto "chi dorme non piglia pesci ..." io non dormo e mi appresto, anche troppo. Ore 8.30, mezz'ora in anticipo. Via Pietro Santarosa angolo piazza Statuto, Cafè La Gave Susà, è qua. Il colloquio di lavoro, perchè quello è, si farà in un bar! Scusate, forse il tutto pare ambiguo, ma ne sono sicura, il mio curriculum vitae e relativa lettera di presentazione non indicavano il mestiere più antico del mondo. Comunque per farvela breve, il signor ingegnere Scaglia si presenta, non so però a chi, uno dei due membri dell'apparato visivo è rivolto ad ovest, dritto al "monumento magico" di piazza Statuto, l'altro, mischino (poverino) è costretto tra il muro scrostato e il mio sguardo indeciso, guardo questo o l'altro.Finalmente riusciamo a trovare un punto focale d'intesa. Davanti ad un caffè inizia a raccontarmela per filo e per segno, troppo. Lavora per la Save & Safe che si occupa di depurazione delle acque, e parallelamente segue un altro progetto, per il quale ha bisogno di collaboratori. E a questo punto spuntano le magiche parole che tutti noi cari amici, abbiamo sentito, letto, visto, mangiato, annusato e bevuto a profusione: collaboratori capaci, preparati, flessibili, con ottime doti relazionali, propositivi, con la voglia di crescere e far parte di un team dinamico!

Risultato: un'offerta per l'acquisto di tot confezioni di un certo prodotto "Tutto naturale. Fa bene a tutto l'organismo, dentro e fuori. È stato brevettato da una super multinazionale negli States. È l'ultimo ritrovato in fatto di fitness. Composto unicamente da ACQUA E SALE!". "Oddiio!", penso, "Wanna Marchi rediviva, con un leggero accento british".  Io, naturalemte a mia volta avrei dovuto piazzare acqua e sale ad altrettanti "clienti-distributori". Soldi a palate! Il mio compito organizzare riunioni a casa con vicine e conoscenti! Se avessi voluto fare riunioni in casa l'avrei detto a mia zia che lavora all'Avon! D'accordo, di questi idioti in questi tempi di vacche magre, siamo sommersi, basta saperlo e giocare d'anticipo, se ci si riesce! Ma la cosa che più mi ha fatto andare fuori, è che questo non era lì per presentare una proposta in nome della società a cui io avevo inviato il cv, dopo un tiraemolla di mie domande dirette e sue risposte furtive, è venuto fuori che stava agendo per proprio conto! E la responsabilità dell'azienda verso il trattamento dei dati personali? Il mio curriculum l'avevo inviato all'azienda X e non all'ing. Y, e per motivi di lavoro, e non certo per acquistare "Acqua e sale"! Quella che soffre di deviazione degli assi visivi sono io, decisamente!


Inutile dire che la società Save & Safe contattata per avere chiarimenti sul venditore di acqua e sale e sull'utilizzo dei miei dati, pare abbia il telefono guasto!

Dopo queste arditezze cari amici, sarebbe meglio buttare giù la pasta, l'acqua bolle,... ed è gia salata!


A breve sarà postato del materiale sul trattamento dei dati personali: D.lgs 196/03.



lunedì 2 luglio 2012




ESPERIENZA DI E.: l'arte di attendere

Carissimi amici, ecco finalmente una bella esperienza, che la nostra E., del Gruppo Produttività del Centro Lavoro del Comune di Torino, vuole condividere con noi tutti nello spirito del blog.

E-mail di sabato 30 giugno 2012.

"Ciao, come stai?
Io bene. Ho delle belle novità e volevo condividerle con il gruppo e quindi pubblicarle sul blog.

Una mattina, mentre sto per uscire di casa per accompagnare mia mamma dal dentista, quando sembra che nulla possa più smuovere in alcun verso la mia vita, a parte un precario equilibrio e gioco di mani  tra borsa, cellulare, chiavi auto, chiavi  casa, caracollare sul pavimento con altri mille gingilli non ben definiti, rispondere a mia mamma che chiede, con un moto di ansia fulminea e tempestiva: "Hai preso le chiavi di casa? E i soldi? Che poi magari passiamo a fare la spesa". Ecco allora, sull’onda del baratro lo squillo del cellulare, che ovviamente non so più dove sia, anche se un attimo prima ce l’avevo elegantemente incorporato tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore, tipo Tarzan in gonnella.  Per un attimo mi do a quei pensieri così tanto elevati che uniscono il genere umano tutto: "E che cavolo! Non mi chiama mai nessuno, proprio ora! Quasi quasi non rispondo! " La martellante suoneria insiste. Lui, alias cellulare, martella una danza singolare e ritmica nella mia tasca, mentre nel frattempo il buon grillo parlante inveisce: “ Hai inviato quei cinquanta curricula, e speri che qualcuno li legga e possa trovarli interessanti, altro che non rispondere!”. L’adrenalina sale e cerco furiosamente. Trovato!
"Pronto?"
“Signora?”
“Sì?”
“Sono Tizio della Vatte la Pesca Corporation. Ci siamo conosciuti ad un colloquio”.
Nel mio cervello il neuroncino comincia a girare, faccio mente locale,  l'ultimo colloquio  l'ho fatto due mesi fa!. Impossibile! Rispondo: 
“Ricordo bene, buongiorno, mi dica?”
“Noi, tra tutti i candidati avremmo scelto lei. Lei è ancora disponibile?”
Nella mia testa in quell’istante tutto il film della mia vita scorre. Non vi avvilisco con i miei sentimenti di gioia e felicità. Ve li risparmio, per ora, magari ci sarà un altro capitolo, “Però”  mi sono detta "qualcuno risponde ai colloqui! E soprattutto, finalmente qualcuno che ne capisce qualcosa!"

Così è cominciato un nuovo capitolo della mia esistenza. Certo, non mi hanno fatto ancora il contratto della vita, per ora solo un tirocinio fino a settembre, però la Vatte la Pesca Corporation è  positiva, e pensano di rinnovarmi il contratto, se ci si trova bene! Inoltre mi danno i ticket per mangiare, che anche alla pancia bisogna pensare, e i colleghi sono giovani e disponibili nell'insegnarmi il lavoro. Pensate che il capo mi ha detto che posso fare 15 giorni di ferie. Insomma, per ora
sembra il paese dei balocchi. Devo fare uno sforzo e ricordarmi che è lavoro! Il genere di lavoro è molto interessante, e sopratutto ho molte cose nuove da imparare, cosa che a me stimola tantissimo. Devo riconoscere che chi dice, che quando meno te l'aspetti le cose possono succedere, ha realmente ragione. Bisogna saper attendere. Avere la pazienza di raccogliere i frutti di ciò che si semina. Siamo e dobbiamo essere noi gli artefici della nostra vita così imprevedibile e sorprendente per tutti. Proprio tutti.

Vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato. Spero che questa mia esperienza possa essere almeno di conforto a chi magari, sta pensando di buttarsi un po’ giù. Non sprecate energie inutili per abbacchiarvi, ci pensa già il caldo torrido!.Abbiate speranza e fiducia, un pò come una fede. La fede che la vita vien vivendola."

La vostra E.

mercoledì 20 giugno 2012




BAMBINI: VECCHI SAGGI



Ciao ragazzi, in questo blog, connesso alla nostra situazione lavorativa più o meno definita, si parla anche della nostra unicità, che deve essere ricercata e stimolata sin da piccoli. Esiste in ognuno di noi una caratteristica, una particolarità che emerge tra tutte, ed è identificativa del nostro modo di essere, di fare, di pensare e agire. La nostra unicità diventa un biglietto da visita per contraddistinguerci dagli altri, e per essere una risorsa insieme agli altri. A volte ci dimentichiamo o sopprimiamo quella caratteristica, che era tanto evidente da pargoli, e ciò a discapito della nostra armonia ed equilibrio in età adulta. Esistono molti strumenti per potersene di nuovo riappropriare, prima di tutto portare il ricordo alla nostra fanciullezza. Ricordare quel bambino con affetto e amore, e lasciarlo rivivere in noi. Ricordare quali fossero le nostre attitudini e talenti, quali attività ci rapivano completamente, fino ad eclissare tutto ciò che esisteva intorno. Ecco quella era, ed è la nostra vera essenza!

Esistono poi, degli strumenti educativi e didattici che accompagnano il bambino a crescere in armonia con i propri talenti, che esaltano e rispettano le proprie inclinazioni, uno di questi è il metodo montessoriano, la cui ispiratrice è la celeberrima Maria Montessori.
http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori

 Ecco un link su una bella "scuoletta montessori" aperta  ad Avigliana, anche il sito è molto interessante. Lo consiglio al pargolo che è in ognuno di noi


Un abbraccio


giovedì 14 giugno 2012


  LA BIBLIOTECA: non solo libri

Cari ragazzi, ecco alcune attività, servizi e corsi organizzati dalle Biblioteche Comunali di Torino:
a costo zero!

Oggi i servizi offerti dalle biblioteche si sono estesi. La biblioteca non è esclusivamente luogo di lettura, studio, e fruizione dei libri, ma è diventato anche luogo conviviale di apprendimento e socialità, in cui gli interessi e i bisogni più svariati sono soddisfatti.
In ogni comune d'Italia, anche in quelli più piccoli, le biblioteche si organizzano per incontrare le richieste della comunità, e se così non fosse, noi siamo i cittadini, e a noi tocca promuovere e proporre, e cosa molto molto molto importe: a costo zero.






Per gentile concessione di Lalla. 
 
 
Letture sul filo di lana
Il giovedì pomeriggio appuntamento al knit-point della Biblioteca
Giovedì 14 Giugno e giovedì 21 giugno ore 15

Per sferruzzare in compagnia, imparare e insegnare tecniche e punti, rilassarsi creando qualcosa di personale, ascoltare racconti letti ad alta voce.
Contatti: tel. ( 39) 0113470637
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica Mirafiori Tel. (+39) 0113470637
Fax (+39) 0113470637
Orari: martedì e mercoledì dalle 9.00 alle 13.00; giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00; sabato dalle 14.00 alle 18.00
Sito Web
Indirizzo: Corso Unione Sovietica 490
Città: TORINO (TO)

L'evento avrà termine il giorno 28/06/2012
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A tu per tu con l'architetto
Servizio di consulenza gratuita al cittadino
Giovedì 14 Giugno dalle ore 16:45 , 19:45
Le Biblioteche civiche torinesi proseguono nell'offerta di servizi di consulenza al cittadino, completamente gratuiti, ospitando nelle proprie sedi anche la figura professionale dell'Architetto.
  Questo presupposto ha permesso di avviare un progetto innovativo, che già da qualche anno ha già portato nelle Biblioteche civiche torinesi figure professionali importanti come il Notaio, il Geometra, il Commercialista, l’Avvocato e ora l’Architetto.
   
Contatti: per prenotare: tel. 0114431262 - http://www.torinofacile.it/servizi/
Prezzo: Gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Primo Levi" Tel. (+39) 0114431262
Fax (+39) 0114431277
Orari: lunedì 15.00-19.30; da martedì a venerdì 8.15-19.30; sabato 10.30-18.00
Sito Web
Indirizzo: Via Leoncavallo 17
Città: TORINO (TO)

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A tu per tu con l'architetto
Servizio di consulenza gratuita al cittadino
Lunedì 18 Giugno dalle ore 16:45 , 19:45

Contatti: per prenotare: tel. 0114437080 - http://www.torinofacile.it/servizi/
Prezzo: Gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Cesare Pavese" Tel. (+39) 0114437080
Fax. (+39) 0114437089
Orari: lunedì 15.00-19.45; martedì e mercoledì 14.15-19.45; dal giovedì al sabato 8.30-14.00
Sito
Indirizzo: Via Candiolo 79
Città: TORINO (TO)-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
City gate
Lunedì 18 Giugno e lunedì 25 ore 15
Corso di alfabetizzazione informatica per adulti.
Contatti: per info e prenotazioni: tel. 3471655704
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Cesare Pavese" Tel. (+39) 0114437080
Fax. (+39) 0114437089
Orari: lunedì 15.00-19.45; martedì e mercoledì 14.15-19.45; dal giovedì al sabato 8.30-14.00
Sito
Indirizzo: Via Candiolo 79
Città: TORINO (TO)


L'evento avrà termine il giorno 25/06/2012
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Primi passi con gli scacchi in biblioteca
Lunedì 18 Giugno e lunedì 25 ore 18
Corso di base di scacchi a cura della Società Scacchistica Torinese, condotto da Klaus Spoer istruttore FSI/CONI.
Contatti: per iscrizioni (al massimo 16 persone) telefonare allo 0114438602/38614
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica Villa Amoretti Tel. (+39) 0114438604/5
Fax (+39) 0114438619
Orari: lunedì 15.00-19.55; dal martedì al venerdì 8.15-19.55; sabato 10.30-18.00
Sala giornali (Aranciera): lunedì 15.00-19.30; dal martedì al venerdì 8.15-19.30; sabato 10.30-17.30
Sito Web
Indirizzo: Corso Orbassano 200
Città: TORINO (TO)-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Trama e ricama
Martedì 19 Giugno e martedì 26 giugno ore 10
Appuntamenti per scambiare idee, conoscenze e applicazioni delle tecniche di ricamo, uncinetto, punto croce, maglia, intaglio.
Contatti: tel. ( 39) 0114420740/41
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Italo Calvino" Tel. (+39) 0114420740/41
Fax (+39) 0114420777
Orari: lunedì 15.00-19.45; martedì e mercoledì 14.00-19.45; da giovedì a sabato 8.15-14.00
Sala Giornali e Internet: lunedì 15.00 - 19.45; da martedì a venerdì 8.15 - 19.45; sabato 8.15 - 14.00
Sito Web
Indirizzo: Lungo Dora Agrigento 94
Città: TORINO (TO)----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Tablet, blog, feed, tweet, flickr: come faccio a?
Istruzioni sull'uso
Mercoledì 20 Giugno ore 14:45 e
mercoledì 27 giugno ore 14:45

A cura di Riccardo Torrazza, progetto Senior Civico.
Contatti: tel. ( 39) 0114437080
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Cesare Pavese" Tel. (+39) 0114437080
Fax. (+39) 0114437089
Orari: lunedì 15.00-19.45; martedì e mercoledì 14.15-19.45; dal giovedì al sabato 8.30-14.00
Sito
Indirizzo: Via Candiolo 79
Città: TORINO (TO)----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Origami, creare con le mani
Mercoledì 20 Giugno e mercoledì 27 giugno ore 15

Laboratorio creativo con Rita Nigro.
Contatti: tel. ( 39) 0114437080
Prezzo: gratuito
Luogo: Biblioteca civica "Cesare Pavese" Tel. (+39) 0114437080
Fax. (+39) 0114437089
Orari: lunedì 15.00-19.45; martedì e mercoledì 14.15-19.45; dal giovedì al sabato 8.30-14.00
Sito
Indirizzo: Via Candiolo 79
Città: TORINO (TO)----------------------------------------------------------------------------------------------------------


SCACCO MATTO AL RE: LE TRENTA AZIENDE E IL PASSAPAROLA
 Metodologie per una ricerca efficace del lavoro


Molti giorni sono passati, vi è stato uno stallo nella mia neonata attività di blogger. Forse è una questione puramente fisiologica, l'entusiasmo per il nuovo impenna, per poi scemare successivamente. Tra le varie vicissitudini che accompagnano il corso del quotidiano vivere siamo prede di dubbi e malumori e molte volte sembriamo annaspare nel mare del nulla, oppure nel caos più totale. Ma se è vero che il caos è foriero di creatività e di ordine, eccomi a rendicontare e speculare sulla mia ultima attività. 

Seminario Centro Lavoro di Torino: "TROVARE IL LAVORO CHE PIACE" del 07/06/2012.

Formatore del seminario è Nicola Giaconi, che insieme a Gianluca Antoni, è l'autore di uno dei libri, “Trovare il lavoro che piace”, che ha avuto ampio seguito nel mondo dei “cercatori di lavoro” e degli addetti del settore. Il testo è un manuale incentrato sulle tecniche per una efficiente, e si spera efficace, ricerca del lavoro. Ultimo nato è “Trova il tuo lavoro” da poco uscito nelle librerie a cura del Sole24ore. Le tecniche da manuale, potrete visionarle sul sito http://www.trovareillavorochepiace.it/.
In questa sede vorrei focalizzare le mie riflessioni su alcuni punti:

Si è parlato di bilancio delle competenze, analisi del sé, individuazione del mercato, ricerca del lavoro.
  1. Prima analisi che dobbiamo fare è quella su noi stessi, e questo direi a prescindere dalla ricerca del lavoro. Chi siamo, cosa ci piace realmente, quali sono le nostre inclinazioni, le nostre propensioni, i nostri valori. Domande che sembrano banali e scontate, ma siamo certi di conoscerci realmente, o siamo la fotocopia di qualcosa, che per mille vie e infiniti perché, si è stampata sulla nostra identità originale? La frase che tante volte si sente da chi vuole e deve ad ogni costo lavorare è: “Io faccio di tutto”. Non è vero. Possiamo avere la percezione che siamo disposti a fare di tutto, ma alla prova dei fatti capiamo che le cose stanno in modo differente. Possiamo fare ciò per cui la nostra personalità è nata per fare.  
  2.  Conoscenza del mercato del lavoro. Come si muove, da quali leggi è regolato, se è regolato, e com’è vivisezionato? Settori che sono in uno stato di insufficienza respiratoria e altri nuovi e rampanti, che si piazzano sulle prime pagine dei tabloid. Spesso abbiamo idee bizzarre, generiche e quantomeno ingenue sul mercato del lavoro, che deteriora la nostra qualità della ricerca(che se piace, è meglio!) Esempio calzante fatto al seminario: giovani ragazze, che si propongono come commesse, per poi realizzare che il lavoro da commessa si fa stando in piedi! “Ops! Mi ero sbagliata. Non c’avevo pensato. Mi fanno male i piedi!” 
  3. Impiegabilità-Occupabilità, ossia il valore di una persona sul mercato del lavoro, il quale valore dipende da molteplici fattori: la professionalità, la richiesta del mercato di quella figura professionale, caratteristiche oggettive: età, sesso, peso, colore degli occhi, denti cariati ecc ecc….  
Allora, mettendo in relazione tra loro queste tre aree, e diminuendo il più possibile la nostra approssimazione e ignoranza,  incrementando una preparazione ricca, minuziosa, e creativa,  ecco che il gioco è fatto! Niente di più difficile! Ma, probabilmente per gli esperti, non impossibile. 

Esiste una ricetta vincente per trovare lavoro? Efficaci strumenti utilizzati per la ricerca si concretizzano in un lavoro vero e proprio, e magari anche nel lavoro che piace? Sicuramente fare la cosa giusta e nel modo giusto, ci permette di ridurre al minimo la dispersione delle nostre risorse, sia materiali che emotive e psicologiche, che per chi si trova in un momento delicato come quello dell’assenza di lavoro, direi che è già tanto di guadagnato. Lo sapete che le modalità per una ricerca fruttuosa del lavoro  sono fatte per il 99% da preparazione e solamente l’1% da azione? Meditiamo.
Se è vero, come dice Nicola Giaconi, comunicatore per metafore, che anche con un uovo, maionese e capperi (che sarebbero gli smilzi talenti, competenze e professionalità di noi “sfigati” del Centro Lavoro) si possono ottenere succulenti ricette, risulterà altrettanto possibile che qualcuno sia disposto a consumare queste piccole e modeste prelibatezze? Questa è l’incognita della vita. E l’incognita diventa esponenziale se si aggiunge la variabile non trascurabile, ma di vitale importanza strategica: Lavori se conosci e quanti più conosci. La ricerca del lavoro in Italia è ancora profondamente caratterizzata dal passaparola, dalla conoscenza di quella persona, che può mettere "una buona parola a nostro favore". Qualcuno obietterebbe “Se foste Einstein non vi trovereste al Centro Lavoro”, obiezione che io rivolgo per prima a me stessa, e alla quale ribatto che se fossimo Einstein ci troveremmo in un luogo differente dall’Italia! Altro pezzo di mattoncino sulla ricerca del lavoro, dedicata a Stefania D.
Il nostro relatore, non ci molla e incalza: “Sceglietene trenta. Né venti e né quaranta, ma trenta. Trenta aziende, e concentratevi su quelle. Aziende per cui vorreste lavorare. Investigate, cercate, rimembrate nuove e vecchie conoscenze, anche il panettiere, potrebbe rivelarsi la carta vincente, per avvicinarsi il più possibile alla persona X, quella a cui abbiamo deciso di presentare le nostre “uova, capperi, maionese” e un po’ di sale, che nella vita serve sempre! L’idea ottimale sarebbe quella di bandire il curriculum vitae come strumento primo per la presentazione di sé stessi alle aziende, e invece portare in avanscoperta le nostre straordinarie facce, insieme ad una giusta razione di spirito di presenza. 
Nicola Giaconi, con una buona dose di accesa e partecipe parzialità, tifa per noi. Noi del Centro Lavoro, noi del seminario (e penso che il “noi” si possa stendere dalle Alpi alle Piramidi) Noi, che in senso affettuoso, spero, ci apostrofa come “timidi e sfigati”, e che in barba alla “timidezza” e alla “sfiga” abbiamo tutte le possibilità del creato per trovare un lavoro. Noi, gli indottrinati della cultura del curriculum vitae, possiamo presentarci con nome e cognome ben scanditi, al signor Giuseppe Rossi, titolare dell’azienda di famiglia Rossi & figli s.r.l.. e dirgli con “cuore e generosità “: "Le faccio dono di questo pennarello (alias curriculum vitae, e ancora la metafora di Giaconi incombe) lo legga e poi ne faccia ciò che vuole. Lei ancora non sa che desidera questo pennarello. Lo provi e vedrà, non ne potrà più fare a meno”. Instillare il desiderio che deve trasformarsi in bisogno. Siamo, in un modo o nell’altro, prodotti e dobbiamo essere il più attraenti possibile. Inoltre, la paura che il nostro curriculum non venga letto, o che venga gettato, ignorato, deriso, è una paura legittima per chi ha perso il lavoro, e lo sta cercando da poco, o troppo tempo. Ma pensiamo al nostro curriculum come un dono, e con generosità doniamolo, forse in questo modo sarà meno amara la pillola del “cestinato”.
Ricordiamoci che, quella dell’imprenditoria Italiana è una realtà costituita da medie e piccole aziende, sono  queste verso le quali si dovrebbero avere delle opportunità in più. Piccole realtà con le quali sarà più facile interloquire personalmente con il titolare, che è colui che decide concretamente sulle politiche aziendali, e magari piazzare un bel "scacco matto al Re"
Dice bene Nicola Giaconi, verso il quale non so quale apposizione adottare: dottore, signore, professore, guru: “Se non cambiate dentro, non cambierà mai niente” La mente costruisce dei monumenti colossali, dentro i quali ci nascondiamo, ci perdiamo, e ci illudiamo. Monumenti di “verità” preconfezionate da esibire ogni qualvolta ne sentiamo la necessità: “Io sono fatto così” “Io sono timido, sfortunato, brutto e sfigato”  “Io sono tanto intelligente, ma non lavoro, e invece quello …”  Insomma, basta aprire il cassetto giusto e di queste convinzioni ne cadono giù a pioggia. Molte volte mi rendo conto, io per prima, di essere un alibi e la parodia di me stessa. Mi rendo conto di soccombere ai miei stessi auto-pregiudizi. Mi rendo conto di non lasciare aria a questa mia mente, che brancola aprendo e chiudendo sempre le medesime porte.

“Scegliete trenta aziende”. Siate più concreti, mirati, concentrati e preparati, meno approssimativi e ingenui, fate la bella faccia, anche ad una cattiva sorte, siate brillanti, attraenti, propositivi, fate il gioco del passaparola, stanate il signor Rossi, parlate con il signor Rossi e poi … incrociate le dita.

Un abbraccio